BILANCIO REGIONALE, IN COMMISSIONE L’ASCOLTO DI SINDACATI E TERZO SETTORE: RESPONSABILITÀ, CONTI IN ORDINE E SCELTE PER IL LAZIO

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La Commissione Bilancio del Consiglio regionale del Lazio, presieduta da Marco Bertucci (Fratelli d’Italia), ha proseguito l’esame della manovra economica 2026–2028 con una giornata di audizioni dedicate alle organizzazioni sindacali e alle associazioni di promozione sociale.

Un confronto ampio e articolato che, come ha sottolineato il presidente Bertucci, rappresenta un passaggio fondamentale del lavoro della Commissione. «Le audizioni sono uno strumento concreto per migliorare la qualità delle scelte politiche. Abbiamo garantito a tutti gli interlocutori tempi congrui e documentazione trasmessa con largo anticipo, proprio per favorire un’analisi seria e approfondita della manovra», ha dichiarato Bertucci, rimarcando l’approccio di metodo e trasparenza adottato dalla maggioranza.

Nel corso della seduta sono intervenuti i rappresentanti delle principali sigle sindacali. Per la Cgil Roma e Lazio, Natale Di Cola ha evidenziato il miglioramento complessivo dei conti regionali, soffermandosi sulla riduzione del debito e sull’uscita dal piano di rientro, elementi che a suo avviso amplierebbero gli spazi di spesa. Tra le richieste avanzate, la riduzione dell’addizionale Irpef anche per la fascia di reddito tra i 28 e i 35 mila euro e una riflessione pluriennale sulle politiche fiscali. Di Cola ha inoltre richiamato il tema delle Zone economiche speciali, sottolineando i rischi competitivi per il Lazio rispetto alle Regioni confinanti.

Maria Annunziata Veltri, segretaria della Cisl Lazio, ha presentato un documento programmatico in 13 punti, con particolare attenzione alle fragilità sociali, alla questione della mancata inclusione del Lazio nella Zes e alla proposta di una Zona di innovazione strategica orientata, tra l’altro, al settore aerospaziale. Tra i temi sollevati anche il rifinanziamento delle misure a sostegno dell’indotto automotive, la stazione Tav di Ferentino, il rafforzamento dei bonus per il personale dei pronto soccorso e il problema della desertificazione bancaria in molti Comuni del territorio.

Per la Uil Lazio, Massimo Proietti ha ribadito la necessità di rifinanziare il fondo taglia-tasse includendo i redditi fino a 35 mila euro e ha posto l’accento sull’emergenza abitativa, chiedendo l’istituzione di un fondo per l’housing sociale a sostegno della classe media.

Armando Valiani (Ugl Lazio) ha ricordato come la Regione provenga da una situazione finanziaria fortemente compromessa, sottolineando l’importanza di utilizzare il miglioramento dei conti per riformare i centri per l’impiego, valutare gli effetti del fondo taglia-tasse, intervenire sulla denatalità e affrontare le criticità legate alla decarbonizzazione di Civitavecchia.

Francesco Di Matteo (Fesica Confsal) ha infine richiamato l’attenzione sulle difficoltà del comparto pesca e acquacoltura, chiedendo agevolazioni per l’ammodernamento delle imprese, la sicurezza dei pescherecci e l’innovazione delle attrezzature.

Spazio anche alle associazioni di promozione sociale. Valerio Vasale (Acli Roma e Lazio), insieme ad Alberto Ceccolini e Martino Iellamo (Ancescao Lazio), ha evidenziato la necessità di rafforzare le politiche regionali su denatalità, diritto alla casa e sostegno ai centri anziani.

Nel dibattito politico è intervenuto il consigliere Daniele Sabatini (Fratelli d’Italia), che ha rivendicato con chiarezza la linea della maggioranza: «La scelta di non contrarre nuovo debito è un atto di responsabilità e di amore verso il Lazio. Altro che manovra di galleggiamento: stiamo mettendo in sicurezza i conti e costruendo basi solide per il futuro. Sulla Zes la situazione è chiara, Roma Capitale non rientra nei parametri, ma questo non ci impedisce di lavorare su strumenti alternativi. Sul tema della desertificazione bancaria, inoltre, c’è un impegno concreto, che ho sollevato personalmente con un ordine del giorno».

A chiudere l’audizione è stato l’assessore al Bilancio Giancarlo Righini, che ha tracciato un quadro puntuale dell’evoluzione finanziaria della Regione. Nel 2022, ultimo anno della precedente amministrazione, la sanità registrava un deficit di 112 milioni di euro; nel 2024 si è invece raggiunto un utile di 120 milioni. Righini ha ricordato però come il peso del debito resti un elemento strutturale, con una rata annua di circa 1 miliardo e 450 milioni fino al 2051. «Il miglioramento dei conti – ha spiegato – consente comunque di liberare risorse importanti, pari a 486 milioni di euro, da destinare a nuovi investimenti. La Zes resta uno strumento pensato per le aree realmente depresse, e il Lazio, numeri alla mano, non rientra in quei parametri».

Soddisfazione è stata espressa dal presidente della Commissione Marco Bertucci anche al termine dei lavori. «Il confronto di oggi conferma che la strada intrapresa è quella giusta: rigore nei conti, ascolto dei territori e delle parti sociali, e scelte responsabili che guardano allo sviluppo senza scaricare nuovi debiti sulle future generazioni. Fratelli d’Italia continuerà a lavorare in questa direzione, con serietà e visione».