Case di comunità, in Commissione Sanità al via l’esame del provvedimento sui requisiti autorizzativi

Prosegue il lavoro della Commissione Sanità del Consiglio regionale del Lazio, presieduta da Alessia Savo (Fratelli d’Italia), che ha avviato l’esame dello schema di delibera di Giunta riguardante i requisiti minimi autorizzativi per le case di comunità, nuove strutture sanitarie territoriali previste dal PNRR.

Durante la seduta, Nadia Nappi della Direzione Salute ha illustrato il contenuto del provvedimento, evidenziando come la proposta rappresenti un passaggio tecnico fondamentale per dare attuazione agli standard fissati dal DM 77/2022, adattandoli però alle specificità della Regione Lazio. Nappi ha ricordato che l’intervento si inserisce nel più ampio piano di potenziamento della sanità territoriale che prevede 165 nuove strutture pubbliche tra ospedali e case di comunità, finanziate con le risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

Durante il confronto, la Presidente Alessia Savo ha sollevato questioni importanti relative alla dotazione di personale e alla presenza effettiva delle figure professionali necessarie a garantire un servizio efficace e realmente vicino ai cittadini. Un’attenzione che conferma la linea di Fratelli d’Italia: non solo strutture, ma servizi reali e funzionanti, con medici, infermieri, operatori sanitari e amministrativi presenti in modo stabile.

“Le case di comunità devono essere un punto di riferimento concreto per i cittadini, non semplici contenitori. È fondamentale chiarire da subito come saranno composte le equipe sanitarie e quali professionalità verranno effettivamente impiegate”, ha dichiarato Alessia Savo, sottolineando l’importanza di garantire continuità assistenziale, efficienza e prossimità sul territorio.

La Presidente ha aggiornato i lavori per consentire ai consiglieri di presentare osservazioni e proposte migliorative.

Il Gruppo consiliare di Fratelli d’Italia alla Regione Lazio seguirà con attenzione ogni fase del percorso, con l’obiettivo di assicurare una sanità territoriale moderna, accessibile e realmente funzionale ai bisogni dei cittadini, soprattutto nelle aree interne e periferiche spesso penalizzate da anni di centralismo sanitario.