EQUO COMPENSO, CONCLUSO L’ITER IN COMMISSIONE: IL TESTO PASSA ALL’AULA

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La Commissione Lavoro, formazione, politiche giovanili, pari opportunità, istruzione e diritto allo studio del Consiglio regionale del Lazio ha concluso l’esame della proposta di legge n. 202 del 22 aprile 2025, relativa alle modifiche della normativa regionale in materia di equo compenso e tutela delle prestazioni professionali.

Il testo, di iniziativa della Giunta regionale, sarà ora trasmesso all’Aula consiliare per l’esame definitivo.

Dopo il parere favorevole espresso dalla Commissione Bilancio, presieduta dal consigliere di Fratelli d’Italia Marco Bertucci, la Commissione Lavoro ha approvato il titolo e gli ultimi articoli del provvedimento, riguardanti la neutralità finanziaria e l’entrata in vigore.

La proposta era stata illustrata dalla vicepresidente della Regione Lazio Roberta Angelilli, titolare delle deleghe allo Sviluppo economico, Commercio e Artigianato, e interviene sulla legge regionale n. 6 del 2019 per adeguarla alla normativa nazionale e rafforzare le tutele riconosciute ai professionisti.

Tra le principali novità viene introdotta una definizione più puntuale di equo compenso, inteso come una remunerazione proporzionata alla quantità e alla qualità del lavoro svolto, al contenuto e alle caratteristiche della prestazione professionale e conforme ai parametri previsti dalla legge.

Il testo modifica inoltre la disciplina relativa alle clausole contrattuali, sostituendo il riferimento alle “clausole vessatorie” con quello alle “clausole e pattuizioni vietate”, e aggiorna le disposizioni regionali alla legge nazionale n. 49 del 2023.

Alla seduta hanno partecipato e votato il provvedimento la vicepresidente della Commissione Maria Chiara Iannarelli e le consigliere regionali Eleonora Berni ed Emanuela Mari, tutte esponenti di Fratelli d’Italia.

Con il contributo della vicepresidente Roberta Angelilli e dei consiglieri regionali di Fratelli d’Italia, la Regione Lazio compie un ulteriore passo verso una maggiore tutela della dignità e del valore del lavoro professionale, contrastando compensi inadeguati e condizioni contrattuali non equilibrate.