Lazio sempre più protagonista in Europa: approvata all’unanimità la risoluzione della sessione europea 2025

La Seconda Commissione Affari europei e internazionali, cooperazione tra i popoli del Consiglio regionale del Lazio, presieduta da Emanuela Mari (Fratelli d’Italia), ha approvato all’unanimità la Risoluzione “Sessione europea 2025. Indirizzi relativi alla Relazione informativa annuale della Giunta al Consiglio regionale – anno 2024”, in attuazione degli articoli 10 e 11 della legge regionale 9 febbraio 2015, n. 1.
L’approvazione segna un passaggio fondamentale nel rafforzamento del dialogo istituzionale tra Giunta e Consiglio, volto a consolidare la partecipazione del Lazio alla formazione e all’attuazione delle politiche europee e internazionali.
La risoluzione definisce gli indirizzi strategici per favorire la piena integrazione della Regione Lazio nelle dinamiche dell’Unione europea, valorizzando le opportunità offerte dai fondi europei 2021-2027, dal PNRR e dalle iniziative del programma Next Generation EU.
Nel corso della seduta, la presidente Emanuela Mari ha evidenziato come la Sessione europea rappresenti non solo un momento di verifica dell’attività regionale in ambito comunitario, ma anche un’occasione per delineare le priorità politiche e programmatiche per il futuro:
“Attraverso questa risoluzione – ha dichiarato Mari – intendiamo costruire un Lazio sempre più protagonista in Europa, capace di partecipare attivamente alla definizione delle politiche europee e di cogliere appieno le opportunità di finanziamento e cooperazione che l’Unione mette a disposizione dei territori.”
Tra i principali indirizzi approvati:
- Rafforzamento della rappresentanza regionale a Bruxelles, con il potenziamento dell’Ufficio di collegamento e una maggiore sinergia con università, enti di ricerca e associazioni degli enti locali.
- Sviluppo della rete degli Sportelli e Punti Europa, in collaborazione con DiSCo Lazio, per promuovere percorsi formativi e diffondere la cultura dell’europrogettazione.
- Sostegno agli enti locali per l’accesso ai bandi europei e ai programmi legati alla transizione ecologica e digitale.
- Promozione della formazione e del networking europeo, in collaborazione con Formez PA, per rafforzare le competenze dei referenti territoriali.
- Monitoraggio dei progetti europei e creazione di una banca dati regionale per migliorare le performance del Lazio nei bandi a gestione diretta e condivisa.
- Semplificazione e digitalizzazione delle procedure, per ridurre gli oneri burocratici e rendere più agevole l’accesso ai fondi da parte di enti, imprese e cittadini.
- Partecipazione attiva alla fase ascendente del diritto europeo, contribuendo alla definizione delle politiche comunitarie e anticipando gli adeguamenti normativi.
- Rafforzamento delle relazioni istituzionali multilivello, nazionali ed europee, per consolidare la governance regionale.
Un aspetto qualificante riguarda anche l’impegno della Regione a superare le procedure di infrazione aperte a carico dello Stato per inadempienze imputabili all’amministrazione regionale, attraverso una costante attività di monitoraggio e aggiornamento del Consiglio.
“Questo atto – ha aggiunto la presidente Mari – testimonia la volontà di rafforzare la capacità del Lazio di dialogare con le istituzioni europee e di essere parte attiva nelle politiche per la crescita sostenibile, l’innovazione e la coesione territoriale. Il nostro obiettivo è costruire una Regione protagonista, credibile e capace di portare in Europa le migliori esperienze del territorio.”
La Sessione europea 2025 si inserisce nel solco del Documento Strategico di Programmazione 2023-2028 e delle linee guida per la Rete degli Sportelli Europa approvate dalla Giunta nel 2023, confermando la volontà del Consiglio e della Giunta di lavorare in una logica di leale collaborazione per valorizzare la dimensione europea delle politiche regionali in materia di sviluppo economico, cultura, ambiente, formazione e innovazione.
Con questa risoluzione, il Lazio riafferma la propria vocazione europea e la determinazione a essere un attore di primo piano nella cooperazione tra i popoli, orientando le proprie politiche verso una crescita sostenibile, inclusiva e competitiva.


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