MANOVRA 2026–2028, CONCLUSE IN COMMISSIONE BILANCIO LE AUDIZIONI DI ASSOCIAZIONI DATORIALI ED ENTI LOCALI

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Con l’audizione del pomeriggio dedicata alle associazioni datoriali e agli enti locali, la Commissione Bilancio del Consiglio regionale del Lazio, presieduta da Marco Bertucci (Fratelli d’Italia), ha concluso il ciclo di audizioni sulla manovra economica 2026–2028.

Un confronto articolato e partecipato che ha consentito alla Commissione di raccogliere contributi puntuali da parte del mondo produttivo, delle imprese, dell’agricoltura, del commercio e delle autonomie locali. I lavori proseguiranno ora con la fase emendativa: dopo la presentazione di emendamenti e subemendamenti, l’esame del Bilancio di previsione e della legge di stabilità riprenderà mercoledì 10 dicembre.

Ad aprire l’audizione è stato Marco Olivieri (Agci), che ha richiamato l’attenzione sulla necessità di incrementare le risorse destinate all’edilizia agevolata e di aggiornare le tariffe dei servizi comunali, in particolare quelle degli asili nido. Olivieri ha evidenziato come l’adeguamento del contratto delle cooperative sociali, in assenza di maggiori trasferimenti regionali, rischi di mettere in difficoltà molte amministrazioni locali.

Sul fronte degli investimenti è intervenuto Corrado Felici (Ance Lazio), che ha espresso apprezzamento per lo stanziamento di 500 milioni di euro destinati agli investimenti, sottolineando come la Regione abbia recepito una richiesta avanzata dal settore. Luca Colavolpe Severi (Anpit) ha invece evidenziato la necessità di rifinanziare il fondo unico per l’accesso al credito. Per la Cna Lazio, Luca Barrera ha riconosciuto il sostegno all’artigianato, chiedendo al contempo il finanziamento delle partecipazioni collettive alle manifestazioni fieristiche e un supporto alle spese per la sicurezza nei luoghi di lavoro. Positiva anche la valutazione di Antonio Fainella (Confartigianato Lazio), che ha rimarcato l’importanza delle reti d’impresa e la necessità di coinvolgere maggiormente gli enti locali attraverso sistemi di premialità per i Comuni più attivi nella programmazione.

Ampio spazio è stato dedicato all’agricoltura. Davide Granieri (Coldiretti Lazio) ha richiamato le gravi criticità del settore, dalla crisi olivicola a quella del comparto corilicolo e ovicaprino, sottolineando il confronto costante con l’assessore Righini. Tra i temi sollevati, il contenimento della fauna selvatica e la questione assicurativa, ritenuta sempre più complessa per le imprese agricole. Andrea Virgili (Confagricoltura Lazio) ha definito la manovra complessivamente apprezzabile, chiedendo però di superare anacronismi come le commissioni agrarie e di completare il sistema autorizzativo regionale.

Per il commercio, Romolo Guasco (Confcommercio Lazio) ha evidenziato il dato positivo della riduzione del debito sanitario, ma ha anche lanciato l’allarme sugli esercizi di prossimità, ricordando la chiusura di circa 7.000 negozi nel Lazio. Accanto al lavoro svolto sulle botteghe storiche, Guasco ha chiesto interventi specifici a sostegno del commercio di vicinato. Cosimo Peduto (Confesercenti Lazio) ha invece proposto interventi normativi a costo zero, tra cui l’adozione dei regolamenti attuativi del testo unico sul commercio, in particolare sull’urbanistica commerciale, e una riforma del fondo di garanzia regionale.

Antonella Gobbo (Confimprese Lazio) ha espresso una valutazione complessivamente positiva della manovra, sottolineando come, pur in assenza di un intervento sull’Irap, sia significativo il fatto che l’imposta non sia stata aumentata. Apprezzato anche l’inserimento di fondi per i Comuni più colpiti dagli effetti della Zes e l’attenzione riservata al turismo, considerato una leva strategica per le piccole e medie imprese.

Sul tema della cooperazione sono intervenuti Massimiliano Zuccari (Confcooperative Lazio) e Fabrizio Scorzoni (Legacoop Lazio). Zuccari ha ribadito la necessità di adeguare le tariffe regionali dopo il rinnovo del contratto collettivo nazionale e di ampliare le agevolazioni sull’Irap, evidenziando il buon esito del bando per la cooperazione. Scorzoni ha chiesto un adeguato finanziamento della legge regionale 20 per il prossimo triennio e ha segnalato l’allarme per il settore agricolo, con cali produttivi dell’olio fino al 90 per cento in alcune aree del Lazio.

Per il comparto industriale, Marco Stendardo (Unindustria) ha definito “ottima notizia” la cancellazione di 13 miliardi di euro di debito e ha ricordato come, dal 2026, venga meno l’obbligo delle addizionali. Sull’Irap ha parlato di un primo intervento simbolico, auspicando un percorso graduale di riduzione. Ha inoltre segnalato l’assenza, nel bilancio, del cofinanziamento per gli accordi di innovazione e i contratti di sviluppo, strumenti ritenuti strategici per sostenere le imprese nei bandi nazionali.

Per gli enti locali sono intervenuti Luca Abbruzzetti (Ali Lazio), che ha richiamato la necessità di un ragionamento complessivo sui temi sociali, in particolare sull’assistenza educativa scolastica, e Mauro Lombardo (Anci Lazio), che ha espresso soddisfazione per l’equilibrio del bilancio e la forte riduzione dell’indebitamento, riconoscendo l’attenzione rivolta ai Comuni. Ermanno Nicolai (Upi Lazio) ha infine segnalato le difficoltà legate alle funzioni non fondamentali delegate alle Province e non rifuse dalla Regione.

Nel corso del dibattito è intervenuta anche Roberta Angelilli, vicepresidente della Regione e assessora allo Sviluppo economico, che ha sottolineato la necessità di nuove linee guida per le reti d’impresa, affinché le risorse siano finalizzate esclusivamente al sostegno delle attività produttive. «Non racconti, ma fatti concreti», ha affermato Angelilli, ricordando come la Regione Lazio abbia ricevuto il plauso della Commissione europea sulla programmazione, collocandosi tra le prime regioni a livello europeo.

A chiudere i lavori è stata la replica dell’assessore al Bilancio Giancarlo Righini, che ha ribadito come il miglioramento dei conti consenta di liberare risorse sia per gli investimenti sia, progressivamente, per la spesa corrente. Righini ha ricordato la cancellazione di 13 miliardi di euro di debito, pur in presenza di oneri annuali pari a 1 miliardo e 450 milioni fino al 2051. «La credibilità della Regione – ha spiegato – passa da un nuovo modo di concepire gli investimenti, dalla programmazione condivisa con i territori e le parti sociali e da un rafforzamento dell’architettura del bilancio, sempre più aderente alle reali necessità del Lazio».

Soddisfazione è stata espressa anche dal presidente della Commissione Bilancio Marco Bertucci, che ha rimarcato il valore del confronto svolto: «Queste audizioni confermano la serietà del percorso intrapreso. Stiamo costruendo una manovra fondata su responsabilità, ascolto e conti in ordine, con l’obiettivo di sostenere lo sviluppo, le imprese e gli enti locali senza gravare ulteriormente sulle future generazioni».