Righini illustra in commissione la proposta di legge sul riordino delle aree naturali protette

sito_fdi_lazio_1600x900-Agricoltura
L

’assessore regionale Giancarlo Righini ha presentato in Commissione Agricoltura e Ambiente la proposta di legge n. 186 del 10 gennaio 2025, che riguarda le “Disposizioni per il riordino delle aree naturali protette”. Questo provvedimento attua quanto previsto dalla legge regionale 6 ottobre 1997, n. 29, e mira a individuare un unico sistema di gestione per le aree protette, definendone il livello di interesse regionale o provinciale.

La proposta prevede due principali modalità di riordino:

  • L’affidamento della gestione a nuovi soggetti di quattro aree naturali protette: Parco sub-urbano Valle del Treja, Riserva naturale regionale lago di Posta Fibreno, Riserva parziale naturale dei laghi Lungo e Ripasottile, Riserva naturale parziale delle Montagne della Duchessa.
  • L’istituzione di tre nuovi Enti regionali di gestione: “Alta Tuscia”, “Parchi della Bassa Tuscia e dei Monti della Tolfa” e “Parchi del Litorale nord e della Maremma laziale”.

Secondo l’assessore Righini, questa proposta mira a semplificare la gestione delle aree protette regionali attraverso nuovi enti più strutturati e radicati nel territorio. Il provvedimento rappresenta “una straordinaria opportunità di sviluppo sostenibile per le aree protette regionali”, dando rinnovato slancio a questi territori di grande valore ambientale, storico e culturale. La proposta di legge n. 186 si compone di 14 articoli suddivisi in quattro Capi, così strutturati:

  • Capo I (articoli 1-2): Definisce finalità e obiettivi della legge, introducendo il principio di gestione unitaria delle aree protette.
  • Capo II (articoli 3-8): Stabilisce le modalità di affidamento della gestione ai nuovi soggetti gestori e la procedura per garantire la continuità amministrativa. Viene inoltre disposta la soppressione dei consorzi di gestione di alcune aree protette, con nomina dei Commissari liquidatori da parte della Regione.
  • Capo III (articoli 9-11): Regola l’istituzione dei nuovi enti di gestione, mantenendo invariate le perimetrazioni delle aree naturali protette regionali.
  • Capo IV (articoli 12-14): Contiene le disposizioni finali, comprese le abrogazioni di legge, gli aspetti finanziari e la data di entrata in vigore della normativa.

Il provvedimento introduce inoltre nuove denominazioni per alcuni enti già esistenti, tra cui:

  • Parco di Veio che diventa “Parchi di Veio e della Valle del Treja”;
  • Riserva naturale Monte Navegna e Monte Cervia che diventa “Rieti Natura”;
  • Parco naturale regionale dei Monti Simbruini che diventa “Parchi dei Monti Simbruini e dell’Appennino laziale meridionale”.

Tra i nuovi enti di gestione istituiti:

  • Ente regionale di diritto pubblico “Alta Tuscia”, che gestirà la Riserva naturale di Monte Rufeno, Selva del Lamone e il Monumento naturale Bosco del Sasseto.
  • Ente regionale di diritto pubblico “Parchi della Bassa Tuscia e dei Monti della Tolfa”, che si occuperà della Riserva parziale naturale Monterano, del Parco suburbano Marturanum e del Parco Antichissima Città di Sutri.
  • Ente regionale di diritto pubblico “Parchi del Litorale nord e della Maremma laziale”, che gestirà la Riserva naturale di Macchiatonda, il Monumento naturale di Pyrgi e il Monumento naturale della Frasca.

Con questa proposta di legge, la Regione Lazio punta a una maggior efficienza nella gestione delle aree protette, migliorando il coordinamento tra gli enti e rafforzando la tutela ambientale. La nuova organizzazione permetterà un’azione più incisiva a livello territoriale, garantendo valorizzazione e sostenibilità per i parchi e le riserve naturali del Lazio. Alla seduta della Commissione, oltre al presidente Giulio Menegali Zelli Iacobuzi, hanno partecipato i consiglieri regionali di Fratelli d’Italia Vittorio Sambucci (vicepresidente della commissione), Daniele Sabatini, Daniele Maura, Michele Nicolai ed Edy Palazzi.