Riordino delle aree naturali protette: concluso il ciclo di audizioni in commissione agricoltura e ambiente

a Commissione Agricoltura e Ambiente, presieduta da Giulio Menegali Zelli Iacobuzi, ha concluso oggi il ciclo di audizioni sulla proposta di legge n. 186 del 10 gennaio 2025, concernente il riordino delle aree naturali protette. Questa proposta, di iniziativa della Giunta regionale, è stata illustrata in dettaglio nelle sedute precedenti e ha suscitato ampio dibattito. Durante l’ultima audizione, sono stati ascoltati il presidente della Provincia di Viterbo, i sindaci dei comuni interessati, le associazioni ambientaliste e i sindacati, che hanno avuto l’opportunità di esprimere le loro opinioni e preoccupazioni riguardo ai contenuti della proposta.
In apertura di seduta, l’assessore regionale Giancarlo Righini ha fatto il punto sulla proposta, ribadendo che l’obiettivo del provvedimento non è fare economie a danno della tutela ambientale, ma piuttosto ottimizzare l’impiego delle risorse disponibili per migliorare la protezione delle aree naturali. «Non c’è alcuna volontà né interesse di fare economie a danno della tutela ambientale ma piuttosto di ottimizzare l’impiego delle risorse proprio per migliorare tale tutela», ha sottolineato l’assessore.
Alla fine della seduta, l’assessore Giancarlo Righini ha ribadito la necessità di procedere al riordino delle aree naturali protette in attuazione della legge regionale 6 ottobre 1997, n. 29, che stabilisce le Norme in materia di aree naturali protette regionali. Ha inoltre annunciato l’intenzione di preparare una proposta integrativa che tenga conto delle numerose osservazioni emerse nel corso delle audizioni. Per questo motivo, il presidente della Commissione, Menegali Zelli, ha ritenuto opportuno non fissare ancora un termine per la presentazione degli emendamenti e subemendamenti, in attesa delle proposte integrative dell’assessore.
Fratelli d’Italia conferma il proprio impegno per la tutela dell’ambiente e la valorizzazione del nostro territorio, con l’obiettivo di garantire un riordino delle aree naturali protette che rispetti le specificità locali e ottimizzi le risorse a disposizione.


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