SANITÀ E WELFARE, AVANTI CON LA RIFORMA DEI SERVIZI SOCIOASSISTENZIALI NEL LAZIO

La commissione Sanità, politiche sociali, integrazione sociosanitaria e welfare del Consiglio regionale del Lazio, presieduta da Alessia Savo, ha proseguito l’esame della proposta di legge regionale n. 245 del 2 gennaio 2026, recante “Disciplina dei servizi e delle strutture socioassistenziali”, al centro di due importanti audizioni dedicate al confronto con associazioni, cooperative e realtà impegnate quotidianamente sul territorio.
Aprendo i lavori, il presidente della commissione Alessia Savo ha sottolineato il valore strategico del provvedimento, evidenziando come si tratti di una riforma capace di introdurre modifiche sostanziali alla normativa vigente, con l’obiettivo di adeguare il sistema dei servizi socioassistenziali ai bisogni reali e futuri della comunità regionale. Una legge che guarda avanti, mettendo al centro la persona e rafforzando efficacia, qualità e capacità di risposta dei servizi.
Nel corso della prima audizione sono intervenuti rappresentanti del mondo associativo e istituzionale, che hanno offerto contributi utili ad arricchire il percorso di costruzione della norma.
Umberto Emberti Gialloreti, presidente della Consulta regionale per la tutela dei diritti della persona con problemi di disabilità, ha richiamato l’importanza di una visione che metta al centro la persona e la sua dimensione sociale, sottolineando la necessità che ambito sociale e sanitario procedano in modo integrato. Un’attenzione particolare è stata inoltre posta sul coordinamento con la normativa nazionale relativa al “Dopo di noi”.
Salvatore Carbone, presidente dell’associazione Mam&co, ha evidenziato alcune criticità concrete che riguardano le difficoltà abitative dei genitori separati o soli, le questioni legate all’accessibilità e alla comunicazione per l’avvio delle attività, e la necessità di servizi più flessibili e capaci di rispondere a esigenze differenti, salvaguardando nel contempo le realtà già operative.
Alessandro De Battistis, responsabile di Casarmonia, ha portato all’attenzione della commissione l’esperienza diretta delle strutture presenti sul territorio e il rapporto quotidiano con i Comuni, offrendo un contributo utile alla definizione di strumenti normativi più aderenti alla realtà.
La seconda audizione ha visto la partecipazione di Maddalena Maggi della cooperativa H Anno Zero, Valentina Fabbri della cooperativa Programma Integra, Francesca Malara della cooperativa Folias, Rosalba Taddeini di Differenza Donna, Maurizio Simmini della cooperativa Iskra e Paolo Zinicola della cooperativa Nuovi Sorrisi. I loro interventi si sono concentrati soprattutto sulla fase attuativa della nuova legge e sulla necessità di semplificare procedure e requisiti per i centri, con particolare riferimento alle criticità legate all’agibilità di molte strutture presenti nell’area di Roma.
A chiudere il confronto è stato l’assessore Massimiliano Maselli, che ha ribadito la piena disponibilità della Regione Lazio ad ascoltare le esigenze del terzo settore, confermando però con chiarezza un principio fondamentale: la sicurezza degli edifici non può essere oggetto di compromessi.
La proposta di legge n. 245/2026 si inserisce in un più ampio percorso di riordino e modernizzazione del welfare regionale e punta a riorganizzare in maniera più chiara il sistema dei servizi socioassistenziali, definendo meglio tipologie, funzioni e standard delle strutture. L’obiettivo è anche quello di rafforzare l’integrazione sociosanitaria, favorire una presa in carico unitaria della persona, aggiornare i criteri di autorizzazione e accreditamento, valorizzare il ruolo del terzo settore, promuovere l’inclusione sociale e semplificare le procedure amministrative, garantendo al tempo stesso continuità assistenziale nella transizione verso il nuovo sistema normativo.
Con questo lavoro, la maggioranza di centrodestra alla guida della Regione Lazio conferma la volontà di costruire un welfare più moderno, concreto e vicino ai bisogni delle famiglie, delle persone fragili e di tutte le realtà che operano nel sociale, tenendo insieme qualità dei servizi, sicurezza delle strutture e attenzione al territorio.


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