SERVIZI SOCIOASSISTENZIALI, UNA RIFORMA STRUTTURALE PER RISPONDERE AI NUOVI BISOGNI SOCIALI

La Commissione Sanità del Consiglio regionale del Lazio ha avviato l’esame della proposta di legge sulla riforma delle strutture socioassistenziali, un intervento organico e innovativo che punta a modernizzare un settore regolato da una normativa ormai superata, risalente al 2003.
La riforma nasce dall’esigenza di adeguare il sistema regionale ai profondi cambiamenti sociali intervenuti negli ultimi anni, introducendo strumenti più flessibili, semplificando le procedure e rafforzando l’integrazione tra servizi sociali e sanitari. Un lavoro articolato, frutto di un lungo confronto tecnico e istituzionale, che mira a costruire un impianto normativo capace di rispondere in modo efficace ai bisogni delle persone più fragili.
Il provvedimento si fonda su alcuni principi cardine: centralità della persona, garanzia di livelli omogenei di qualità e accesso ai servizi su tutto il territorio regionale, integrazione delle prese in carico e rafforzamento del sistema integrato degli interventi socioassistenziali. In questa cornice viene introdotta una disciplina organica dei servizi, che definisce in modo chiaro requisiti, tipologie di strutture residenziali e semiresidenziali e nuovi modelli di intervento.
Tra gli elementi qualificanti della proposta figurano programmi innovativi come la semiautonomia, il cohousing e i condomini solidali, servizi a bassa soglia destinati alle situazioni di maggiore fragilità, servizi specialistici per il reinserimento dei pazienti post-comatosi e interventi di pronto supporto assistenziale. Un’attenzione particolare è rivolta anche ai nuovi bisogni emergenti, come la solitudine involontaria, l’invecchiamento attivo, le vulnerabilità giovanili e le nuove forme di povertà estrema.
La riforma introduce importanti semplificazioni nei procedimenti di autorizzazione e accreditamento, soprattutto per i servizi a bassa intensità, prevedendo procedure più snelle e una maggiore collaborazione con gli enti locali. Al tempo stesso viene rafforzato il sistema di vigilanza, con ispezioni obbligatorie e non preannunciate e un quadro sanzionatorio proporzionato alla gravità delle eventuali irregolarità, a tutela degli utenti e della legalità.
Di rilievo anche l’introduzione di un sistema informativo unico regionale, finalizzato alla digitalizzazione dei dati relativi a strutture, servizi e liste d’attesa, per migliorare trasparenza, monitoraggio e programmazione.
Nel corso della seduta, la presidente della Commissione Sanità Alessia Savo (Fratelli d’Italia) ha evidenziato come la proposta rappresenti un passaggio decisivo verso una reale integrazione sociosanitaria, sottolineando la necessità di un approfondimento serio e partecipato in Commissione. Anche i consiglieri di Fratelli d’Italia intervenuti hanno ribadito l’importanza di un lavoro accurato, arricchito da audizioni e dal confronto con le esperienze più innovative presenti sul territorio.
Per il Gruppo consiliare di Fratelli d’Italia, questa riforma rappresenta un passo concreto verso un sistema socioassistenziale più moderno, equo ed efficiente, capace di garantire qualità dei servizi, tutela delle persone fragili e libertà di scelta, rafforzando al tempo stesso il coordinamento tra Regione, enti locali e sistema sanitario.


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